Privacy nei condomini: quali le dispute ricorrenti

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Uno dei problemi principali che affliggono la vita di condominio e rendono assai difficile il compito dell’amministratore condominiale riguarda il rispetto della privacy dei condomini e il trattamento dei loro dati personali. Una responsabilità, questa, che secondo l’articolo 1130 comma 6 del Codice Civile spetta solo ed esclusivamente all’amministratore del condominio.

Risulta dunque necessario fornire una descrizione generale di questo compito partendo da una definizione generale del trattamento dei dati. Con questo termine, infatti, ci si riferisce all’operazione o all’insieme di operazioni volte a specificare le generalità di ogni condomino.

Tale attività viene portata a termine tramite l’utilizzo di sistemi automatizzati e può prevedere un’ampia serie di azioni che vanno dalla registrazione alla conservazione, fino alla modifica o alla semplice consultazione dei dati personali di un soggetto abitante in un determinato condominio. Riguardo alla tutela della privacy, tuttavia, possono sorgere alcuni conflitti che spesso portano a cause lunghe ed estremamente costose: quali sono? Scopriamolo.

Tralasciando le normali liti condominiali riguardanti vicini fastidiosi o rumori eccessivamente molesti, che sono causa di dispute condominiali non con minor frequenza rispetto agli episodi di violazione della privacy, una fra le principali dispute riguardanti questa materia va sicuramente cercata nella bacheca condominiale, un documento atto a trasmettere a tutti gli abitanti di un condominio informazioni relative a quest’ultimo.

In particolare, le dispute sulla bacheca condominiale nascono dall’ipotesi che questa possa diventare uno strumento di gogna: ciò si verifica, per esempio, quando il nome di alcuni condòmini considerati morosi viene reso noto non solo all’interno del condominio, ma anche a soggetti esterni ad esso. In questo caso, infatti, il rischio è quello di cadere nel reato di diffamazione.

A tal proposito, il Garante della Privacy sottolinea che, seppure la morosità di alcuni condòmini non debba essere portata a conoscenza all’esterno del condominio, essa può essere comunicata nel rendiconto annuale destinato ai condòmini, purché tale comunicazione sia preceduta dalla richiesta di uno dei condòmini.

Un altro caso di violazione della privacy, che porta a dispute e lunghe cause è lo spettegolare sui vicini, considerato un reato di diffamazione.

Il rispetto della privacy all’interno di un palazzo non è sempre un tema facile da trattare, perché sono molteplici le situazioni che possono portare l’abitante di un condominio a non sentirsi rispettato nella sua privacy.

Nel caso affrontato nelle righe precedenti, il moroso, pur sentendosi diffamato, non potrà appellarsi al diritto di tutela della privacy, in quanto ciò che prevale è il diritto alla trasparenza condominiale, e questo porta necessariamente alla diffusione dell’informazione di morosità a tutti gli abitanti del complesso abitativo. Ci sono molti altri casi di violazione della privacy nei condomini.

Fra di essi va ricordato lo stalking condominiale, che viene definito come una serie di atti persecutori o ingiuriosi che prendono di mira un abitante preciso del palazzo. In questo caso, se il giudice considera tali atti una forma grave di violazione della privacy potrà disporre una pena molto superiore ad una semplice multa: la reclusione fino a 5 anni. Per ulteriori informazioni riguardanti la privacy nel condominio, consigliamo di visitare la pagina Privacyandlegal.it, che offre una consulenza completa riguardante il rispetto della privacy fra condòmini.