Vita privata

Le persecuzioni vanno sempre provate

13/01/2010

Le persecuzioni di un'istituzione o di un datore di lavoro vanno sempre provate con una dimostrazione dei fatti. È la conclusione cui conduce la sentenza n. 53 della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un ufficiale che aveva chiesto di essere risarcito per il duro giudizio espresso sul suo conto da un superiore, il quale in una valutazione scritta lo aveva definito "scarso per qualità fisiche, morali e di carattere". Punto sull'orgoglio, il militare aveva chiesto di essere risarcito per i danni alla salute e alla vita di relazione che il giudizio gli aveva arrecato, tuttavia la Cassazione non ha ravvisato alcun reato nel comportamento del superiore: "non vi è dubbio che tale definizione, anche se accompagnata da valutazioni di diverso tenore, relative ad altri aspetti della personalità del militare, manifesta un giudizio non favorevole sulle qualità prese in considerazione, (...) ma né nell'intera valutazione finale in argomento, nella specifica locuzione di cui il ricorrente si è doluto è dato rinvenire intenti o potenzialità offensive della persona".

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