Pubblica amministrazione

L’obiettore di coscienza non può essere assunto nella polizia municipale

05/01/2010

L'assunzione nella polizia municipale è incompatibile con l'obiezione di coscienza, specie quando il regolamento comunale imponga il servizio armato. Lo ha deciso il Consiglio di Stato lo scorso 29 dicembre con la sentenza n. 38997, attraverso la quale ha accolto il ricorso della seconda classificata al concorso per un posto di vigile urbano nel comune di Novi Velia, che aveva impugnato la graduatoria ufficiale perché il primo classificato aveva fatto l'obiettore di coscienza, scelta alternativa al servizio militare motivata dal rifiuto di utilizzare le armi. Esaminate le circostanze, il Consiglio di Stato non ha potuto che dare ragione alla donna, precisando che "dovendo il vigile-agente di pubblica sicurezza. portare le armi ove addetto a servizi da svolgere in forma armata, per specifica deliberazione comunale o per esplicita richiesta del prefetto, non può acquisire detta qualifica il soggetto in capo al quale sussiste, in base agli artt. 9 L. n. 772/72 e 15 L. n. 230/98, una totale e permanente preclusione all'utilizzo delle armi come l'obiettore di coscienza".

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