Imprese

Attenzione a offendere il dipendente

11/06/2007

Può essere condannato per diffamazione il superiore che rivolge, in ambiti diversi dalle formali contestazioni, espressioni offensive della reputazione e della professionalità di un dipendente. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, confermando una condanna a un anno di reclusione inflitta dalla Corte d'appello di Cagliari all'ex direttore dell'aeroporto del capoluogo sardo, accusato di abuso d'ufficio e diffamazione. L'imputato, secondo l'accusa, aveva inibito a una dipendente l'esercizio di funzioni corrispondenti alla sua qualifica, attribuendole invece a un funzionario di livello inferiore, ed aveva revocato alla donna le funzioni vicarie in assenza del dirigente, nonostante le sollecitazioni dei superiori e una decisione del Tar che annullava il provvedimento di revoca. Inoltre l'ex direttore aveva scritto frasi ritenute offensive del decoro della dipendente in alcune comunicazioni indirizzate ai superiori gerarchici. Nel ricorso in Cassazione, la difesa dell'imputato aveva rilevato la mancanza dei presupposti del reato di diffamazione, proprio perché le lettere in questione erano state "inviate a soggetti individuati, ossia i superiori gerarchici legittimati ad adottare provvedimenti amministrativi" nei confronti della donna. Di diverso avviso la Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.22702), secondo la quale "la prassi di inviare missive a organi pubblici, con la conseguente possibilita' concreta della conoscenza del loro contenuto da parte di una molteplicità di soggetti si pone al di fuori delle formalità proprie cui è tenuto il soggetto preposto a un pubblico ufficio e pone in essere una condotta del tutto anomala".

    Iscriviti ora Newsletter Info-Legal
    Web Agency Intesys