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Se il lavoratore sta vivendo un momento di stato confusionale ha diritto di ritirare le dimissioni

20/04/2010

Il dipendente che dà le dimissioni in un momento di stato confusionale ha il diritto di ritirarle e di essere reintegrato nell'organico, vedendosi riconosciute, inoltre, tutte le spettanze a far data dal giorno delle dimissioni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8886, che ha respinto il ricorso di un'azienda contro un dipendente che, dopo essersi licenziato, ci ha ripensato motivando la sua scelta con un momento di temporanea incapacità di intendere e volere. La Suprema Corte, nell'accogliere l'istanza del lavoratore, ha anche precisato che gli effetti retributivi dovranno partire non dalla data della sentenza che ha stabilito l'illegittimità del licenziamento, ma dall'istanza dell'annullamento, in ragione del principio che la durata del processo non può danneggiare la parte vincitrice.

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