Vita privata

Quanto dura l'obbligo di mantenere i figli maggiorenni ?

13/10/2008

Anche se i figli hanno rinunciato volontariamente a un lavoro, non cessa l'obbligo del mantenimento da parte dei genitori. I figli infatti, spiega la Corte di Cassazione (sentenza n. 24018/2008), anche se maggiorenni devono essere mantenuti finché non si realizzano e fino a quando non abbiano trovato un lavoro consono alle proprie "aspirazioni". Proprio per questo chi rinuncia a un lavoro che non corrisponde ai propri desideri ha ancora diritto al mantenimento. Applicando questo principio la prima sezione civile della Corte ha respinto il ricorso di un papa' che voleva sottrarsi all'obbligo di mantenere un figlio ventenne che aveva dato le dimissioni volontarie dal lavoro di "disossatore di carni suine". Il ragazzo aveva infatti deciso di per iscriversi a un corso di parrucchiere. Anche i giudici di merito avevano imposto al padre l'obbligo di versare l'assegno considerando tra le altre cose la "giovanissima età del figlio" e il fatto che le dimissioni da parte del giovane erano da inquadrarsi nella ricerca di "aspirazioni lavorative più consone alle sue inclinazioni". Nella scelta del ragazzo, secondo la Corte non vi era alcuna arbitrarietà o atteggiamento parassitario. Nell'impianto motivazionale della sentenza sottolineano che "l'obbligo di mantenimento dei figli" deve "tener conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni; coniugazione la quale finisce del tutto svuotata di senso allorchè, come nella prospettazione prescelta dal padre, la si pretende automaticamente paralizzata e risolta non appena il figlio, benchè ancora adolescente, si accontenti di uno sbocco lavorativo qualsiasi anche se tradizionalmente scarsamente ambito nella stagione adolescenziale in quanto privo di prospettive di sviluppo, essendo invece quest'obbligo chiamato a esprimersi finchè le caratteristiche d'età del figlio, benchè maggiorenne, si rendano compatibili con ansie di cambiamento e di accrescimento professionale e culturale". Naturalmente, chiarisce la Corte i figli non possono pretendere di essere mantenuti all'infinito e occorre tenere conto dei "limiti temporali in cui le aspirazioni abbiano una ragionevole possibilità di essere realizzate, e sempre che tale atteggiamento di rifiuto sia compatibile con le condizioni economiche della famiglia".

 

 

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