Vita privata

Pazienza e tolleranza con gli alunni difficili

28/03/2008

I professori, soprattutto se hanno a che fare con classi di ragazzini adolescenti, devono avere "pazienza e tolleranza" per affrontare i casi più difficili. Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Cassazione 1988/2008) che ha riconosciuto la mancanza della "giusta causa" nelle dimissioni presentate da un insegnante di lettere di una scuola media di Firenze. Il docente era infatti contrario ai metodi, ritenuti troppo blandi, che i suoi colleghi intendevano usare nei confronti di un allievo della prima media proveniente da un orfanotrofio brasiliano che aveva mostrato un carattere aggressivo e si era reso protagonista di alcune intemperanze, come chiudere a chiave la classe, dare un calcio ad un professore insultandolo e agitare un ombrello contro un altro docente. L'insegnante dimissionario, anch'egli preso di mira dal ragazzino, aveva chiesto che fossero presi provvedimenti disciplinari e che fosse garantita la tutela dell'integrità dei dipendenti della scuola così come previsto dal codice civile. A seguito di una riunione tra docenti, al quale aveva partecipato anche una psicologa, si era deciso invece di tenere un atteggiamento più soft attraverso una rieducazione graduale dell'alunno al rispetto delle regole, tanto che la condotta del ragazzino era migliorata. Il professore, non condividendo tale linea, aveva presentato le dimissioni chiedendo una indennità di circa tremila euro alla scuola. In primo grado il Tribunale di Firenze aveva riconosciuto al docente tale indennità, ritenendo il comportamento dell'alunno fonte di turbativa delle lezioni e fonte di pericolo per sé e per gli altri. La Corte di Appello, in secondo grado, aveva invece ribaltato la decisione, sostenendo che nel bagaglio professionale di un docente di scuola media è necessaria la presenza di "doti di pazienza e di tolleranza", ed aveva pertanto revocato l'indennità. Contro tale decisione l'insegnante aveva fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, respingendo il ricorso del docente, ha affermato che i professori devono avere "pazienza e tolleranza, oltre alle specifiche conoscenze psicopedagogiche dell'età evolutiva", per affrontare le ore di lezione con allievi che sono considerati casi difficili per i loro comportamenti turbolenti. Pazienza e tolleranza avrebbero dunque dovuto suggerire all'insegnante di restare al proprio posto.

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