L’imputato che soffre di un’invalidità grave non ha un legittimo impedimento al processo
26/01/2010La capacità di intendere e volere, unita alla possibilità di stare fisicamente in aula, sono condizioni sufficienti a processare un imputato. Con questa motivazione, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo che chiedeva il legittimo impedimento al processo dal momento che era stato colpito da un ictus, condizione di invalidità grave che a suo avviso poteva esonerarlo dall'obbligo di presentarsi in Tribunale. Non sono stati della stessa idea i giudici della Corte Suprema, i quali hanno precisato che "la sospensione del processo per incapacità dell'imputato per escludere la cosciente partecipazione al processo non è sufficiente una patologia, anche grave, perché in tal modo risulterebbe sempre impossibile procedere al giudizio nei confronti dei soggetti infermi, ma è necessario che l'imputato risulti in condizioni tali da non comprendere quanto avviene e da non potersi difendere. La capacità dell'imputato di stare in giudizio è valutata discrezionalmente dai giudice che procede, il quale tiene conto degli accertamenti peritali e dei comportamenti posti in essere dall'imputato dei quali deve dare conto adeguatamente nelle ragioni che giustificano la decisione adottata".
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27/04/2010 [Pubblica Amministrazione]
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