Pubblica Amministrazione

Le sanzioni per i dipendenti pubblici vanno graduate

27/08/2008

Nel decidere le sanzioni disciplinari da applicare ai dipendenti pubblici che si siano resi colpevoli di un illecito disciplinare la Pubblica Amministrazione deve effettuare anche una valutazione della loro personalità. Il Consiglio di Stato (Consiglio di Stato 3616/2008) in sede giurisdizionale ha così respinto il ricorso del Ministero dell'Interno contro un agente della Polizia di Stato al quale era stata applicata la sanzione disciplinare della destituzione dal servizio poiché aveva omesso ripetutamente di denunciare alcune attività illecite di cui era venuto a conoscenza durante l'acquisto per uso personale di sostanze stupefacenti.
Secondo i Supremi giudici amministrativi il ricorso è infondato in quanto nella scelta della sanzione da applicare la pubblica amministrazione avrebbe dovuto valutare più attentamente la personalità del dipendente nel suo complesso, non per escludere la responsabilità per l'illecito disciplinare, ma per operare una graduazione della sanzione da irrogare; infatti l'amministrazione, anche in presenza di un grave illecito, deve sempre applicare una misura disciplinare che sia proporzionata ed adeguata ai fatti commessi e pertanto per effettuare una scelta corretta non può non effettuare un'adeguata analisi dei fatti. Nel caso in esame è mancata non soltanto una valutazione attenta della personalità complessiva dell'agente, ma anche non è stato adeguatamente apprezzato, perché ritenuto a priori irrilevante, il fatto che, successivamente alla commissione dell'illecito oggetto di contestazione, l'agente si fosse sottoposto con esito positivo ad un trattamento di recupero. Se questi elementi fossero stati presi in considerazione nella giusta misura avrebbero potuto portare sicuramente all'applicazione di una sanzione meno grave della destituzione.

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