Dire “sei un incapace” a un superiore è diffamazione
11/04/2010Risponde del reato di diffamazione chi insulta il proprio superiore o collega dandogli genericamente dell'incapace, senza fare riferimento a un preciso episodio che potrebbe giustificare l'epitteto. È quanto si evince dalla sentenza n. 13197 della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna per un sindacalista che, in una lettera spedita al direttore dell'azienda in cui lavora, ha qualificato come incapaci i capi-servizio. Denunciato dai colleghi, il sindacalista ha cercato di difendersi dicendo che attribuiva a quelle affermazioni un significato "sociale" e che non intendeva offendere sul piano personale, tuttavia la Suprema Corte ha confermato la condanna per diffamazione precisando che "sussiste il reato di diffamazione quando un rappresentante sindacale insulta i dirigenti dell'azienda con frasi che investono le loro qualità personali, operando un'attribuzione generica e indiscriminata, senza riferimento ad episodi per sé oggetto di critica, anche se si tratta di frasi che si calano nel contesto della polemica sindacale".
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27/04/2010 [Pubblica Amministrazione]
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