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Polemiche sul Decreto Sicurezza, che in base al tipo di infrazione commessa prevede la sospensione o la revoca della patente di

Tutti pazzi per la bici!

24/07/2009

Pedalare è la passione di tanti: adulti, bambini e anziani che amano le due ruote si muovono scattanti e sorridenti per le vie delle città, in barba alle code di automobilisti imbottigliati nel traffico. È certamente il veicolo più diffuso, economico ed ecologico, favorisce la perfetta forma fisica e nel week end aiuta a scaricare le tensioni accumulate durante la settimana.

 

Bici sicure in Europa

La direttiva europea 2001/95/CE del 3 dicembre del 2001 detta la "sicurezza generale dei prodotti" venduti nei paesi dell'Unione Europea. Con questa, la Comunità Europea, ha inteso emanare alcune regole tecniche in grado di fornire ai cittadini acquirenti di prodotti venduti in ambito europeo la presunzione di conformità. Comprando una bicicletta conforme alla normativa, quindi, i cicloamatori sono certi di portare a casa un mezzo sicuro. Contestualmente, distributori e negozianti devono accertarsi di mettere sul mercato un prodotto sicuro poiché, in caso contrario, saranno considerati direttamente responsabili anche di eventuali incidenti susseguenti la vendita.

 

Il Codice della strada italiano

In sella a una bici, il senso di libertà tende a far dimenticare il rispetto delle norme a tutela della nostra incolumità e quella degli altri. Non bisogna dimenticare, infatti, che le biciclette sono veicoli a tutti gli effetti, e come tali vincolano i conducenti al rispetto delle norme dell'articolo 50 del Codice della Strada, il quale stabilisce, tra l'altro, che i velocipedi non possono superare 1,30 metri di larghezza, 3 metri di lunghezza e 2,20 metri di altezza.

 

Equipaggiamento e comportamento

Il Codice della Strada prescrive che le biciclette, oltre a essere dotate di ruote, devono essere munite di un campanello, di luci anteriori bianche e posteriori rosse. Accanto a queste ultime, non devono mancare i catadiottri rossi. Le luci devono essere accese da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e in tutte le circostanze di scarsa visibilità proprio come per gli altri veicoli disciplinati dal Codice.

Secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, i ciclisti devono mantenere la destra durante la marcia e procedere su un'unica fila quando transitano fuori dai centri abitati, ovvero se le condizioni del traffico lo richiedono. In ogni caso, non possono mai pedalare affiancati in un numero superiore a due. Quando un adulto affianca un minore di dieci anni è ammessa la circolazione per file parallele e il bambino deve procedere alla destra del suo accompagnatore. Il ciclista deve condurre la bici in assoluta sicurezza, con il libero uso delle braccia e in modo tale da afferrare il manubrio almeno con una mano mentre i piedi devono insistere sui due pedali. Con le braccia è tenuto a segnalare la manovre di svolta a destra e sinistra nonché quella di fermata.

È vietato trainare e farsi trainare da altri veicoli o condurre animali nonché trasportare passeggeri. Un' unica eccezione è concessa per il trasporto dei bambini di età non superiore agli otto anni, e solo quando la bici sia dotata di uno specifico seggiolino. Non in tutte le città sono previste le piste ciclabili, ma dove queste esistono, i ciclisti sono obbligati a farne uso, anche se bisogna ammettere che spesso tale percorso è talmente accidentato che la stessa percorrenza costituisce un rischio. Quando le piste ciclabili si interrompono e occorre immettersi nelle carreggiate a traffico veloce o attraversarle, i ciclisti sono tenuti a effettuare le manovre con la massima cautela. Non possono zig-zagare nel traffico, devono mantenere una direzione uniforme e, in presenza di traffico particolarmente intenso, dove le circostanze lo richiedono, devono attraversare tenendo il veicolo a mano. È buona norma, infine, non utilizzare il telefono cellulare durante la conduzione di un velocipede, così come è consigliabile - ma non obbligatorio - indossare un casco al fine di proteggere la testa da eventuali cadute.

 

Decreto sicurezza: alt ai ciclisti patentati?

Nei giorni scorsi è stato convertito in legge il decreto sicurezza il quale all'articolo 3, comma 48 dispone il provvedimento di ritiro, sospensione o revoca della patente ai ciclisti in base al tipo e alla gravità di infrazione commessa. La norma ha provocato l'insurrezione dei ciclisti, dei cicloamatori e delle loro associazioni che ravvisano nel postulato normativo una palese lesione a carico di chi possiede il certificato di guida che è manifestamente discriminato rispetto ai minorenni ovvero a coloro che non possiedono la patente. Convinti che la legge sia in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione Italiana, le associazioni sono sul piede di guerra e in attesa della prima sanzione per ricorrere al Giudice di Pace e sollevare l'eccezione di incostituzionalità.

 

 

Paola Di Capua

(Comitato delle Assicurazioni di Tutela Legale)

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