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Nel 2008 i sequestri di cibi e bevande oggetto di frodi alimentari in Italia sono aumentati del 32%.

Pranzo di Natale? Evitiamo la polpetta avvelenata!

23/12/2009

Natale è alle porte e milioni di italiani stanno facendo gli ultimi acquisti in vista del cenone del 24 o del pranzo del 25, giorni dell'anno in cui anche il più rigoroso dei salutisti si concede uno strappo alla dieta per deliziare il palato con gustosi manicaretti e vini pregiati.

 

Chiarezza, anzitutto

Proprio nel momento in cui i supermercati vengono presi d'assalto da migliaia di consumatori, però, cresce il rischio che nella spesa si nasconda un'amara sorpresa: l'acquisto di un alimento adulterato o sofisticato. È notizia di questi giorni, per esempio, il sequestro effettuato dal N.A.S. di alcune derrate ittiche congelate settimane fa e mal conservate, destinate ai mercati del pesce di tutta Italia, anche di quelli in cui siamo sempre convinti di trovare un prodotto fresco. Per non incappare in frodi alimentari ed evitare la classica "polpetta avvelenata" sotto l'albero di Natale cerchiamo di fare un po' di chiarezza sui termini utilizzati dagli addetti ai lavori, solo apparentemente simili e spesso richiamati impropriamente come sinonimi.

 

La manipolazione alimentare

Ogni alimento può essere soggetto ad alterazioni, in primo luogo, determinate da un'inadeguata conservazione del bene, processo in grado di innescare un fenomeno degenerativo spontaneo che compromette le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dello stesso. Con l'adulterazione, invece, si determinano modifiche nella composizione analitica del prodotto, attuate mediante l'aggiunta o la sottrazione di alcuni componenti per finalità economiche, mettendo in commercio un prodotto con caratteristiche inferiori a quelle enunciate senza preavviso ai consumatori e senza adeguamento del prezzo. I casi più frequenti sono la sottrazione del grasso al latte vendendolo come latte intero e non scremato, l'aggiunta di acqua al vino o quella dell'olio di semi all'olio di oliva. La sofisticazione è un'operazione fraudolenta che consiste nell'aggiunta all'alimento di sostanze estranee alla sua composizione allo scopo di migliorarne l'aspetto, coprirne i difetti o facilitare la sostituzione di un alimento con un altro. Si è scoperta, infatti, l'aggiunta di coloranti alle carni alterate al fine di ravvivarne il colore o l'aggiunta di coloranti alla pasta di semola per farla apparire all'uovo. La normativa, va precisato, ammette l'utilizzo di coloranti, aromatizzanti ecc. per migliorare l'aspetto o il sapore di alcuni prodotti. In questi casi la sofisticazione si sostanzia nel superamento della soglia di additivo consentita dalla legge. La falsificazione consiste invece nella sostituzione di un prodotto di qualità inferiore ad un altro di pregio (ad esempio la margarina con il burro o l'olio di semi al posto dell'olio d'oliva), mentre la contraffazione è la messa in vendita di prodotti industriali con nomi o marchi che inducono in inganno il consumatore; si pensi alla vendita di un comune formaggio come Parmigiano Reggiano oppure a un qualsiasi vino spumante spacciato come champagne.

 

Uno sguardo alle norme

La tutela della salute pubblica, la garanzia della buona fede nei rapporti e negli scambi commerciali, il perseguimento dell'onesto svolgimento del commercio e l'indiretta protezione degli interessi patrimoniali dei singoli acquirenti sono gli obiettivi perseguiti dal Legislatore, il quale nel codice penale ha disposto una serie di norme atte a sanzionare, tra l'altro, la frode nell'esercizio commerciale (art. 515 c.p.) ovvero la consegna di una cosa mobile al posto di un'altra oppure la consegna di un bene che per origine, provenienza, qualità e quantità sia diversa da quella dichiarata o pattuita; la vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.); la vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.) atti ad indurre il compratore in inganno sull'origine, provenienza qualità del prodotto; Adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 c.p.) o di altre cose in danno alla salute pubblica (art. 441 c.p.).

 

Organismi di vigilanza

Il SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'ASL) ha la funzione di controllare tutto ciò che riguarda l'alimentazione e la nutrizione umana con esclusione degli alimenti di origine animale (latte e derivati, carni e salumi, ecc.) che rientrano, invece, nelle competenze del Servizio Veterinario di Prevenzione e Protezione. Il compito dei due organismi è quello di verificare le condizioni igieniche dei lavoratori e dei locali di somministrazione, testare la qualità di cibi e bevande e l'adeguata formazione del personale dedicato. In particolare, in caso di irregolarità nell'applicazione delle norme igieniche, scatta l'applicazione delle norme specificamente previste, in particolare quella disposta dall'art. 5 della Legge 283 del 1962 atteso che la violazione più frequente si riferisca alla vendita di prodotti in cattivo stato di conservazione, con elevate cariche microbiche e alterati. L'organismo certamente più conosciuto è il N.A.S. (Nucleo antisofisticazioni e sanità - Comando dei Carabinieri per la tutela della salute), unico in Europa, la cui attività si prefigge l'obiettivo di garantire la salute pubblica anche attraverso attività ispettive, articolandola in due direzioni: da un lato il campionamento del prodotto, che viene quindi sottoposto ad esami di laboratorio, dall'altro l'eventuale sequestro sanitario. È importante rilevare che nel 2008 i sequestri di cibi e bevande oggetto di frodi alimentari sono aumentati del 32% per un valore di quasi 159 milioni di euro. Il settore maggiormente colpito è stato quello delle carni e degli allevamenti, poi quello delle conserve alimentari, segue quello dei vini e degli alcolici e solo in coda il settore della ristorazione.

Prima di acquistare qualsiasi alimento, quindi, è opportuno leggere con attenzione le etichette, osservare sempre l'aspetto degli alimenti e, quando è possibile, effettuare gli acquisti presso un rivenditore di fiducia per limitare i rischi di incorrere in una frode alimentare. Pochi piccoli accorgimenti, in definitiva, possono aiutarci a non rovinare le feste. Non resta che augurarvi buon appetito e buon Natale a tutti!

 

Paola Di Capua

Comitato Italiano dell' Assicurazione di Tutela Legale

 

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