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“Buono a nulla” non è un insulto
01/05/2006L'epiteto "buono a nulla", rivolto a un dipendente, non è
ingiurioso. L'affermazione, un pò sconcertante,
rappresenta in sintesi il contenuto della sentenza n. 9361/2006
della quinta sezione penale della Corte di Cassazione. Lo spunto
per questa pronuncia è stato fornito alla Corte dalla vicenda di
una dipendente dell'ufficio postale di una cittadina lucana che
aveva disatteso i compiti affidatile per sostituire un collega in
un altro sportello. Era stata quindi apostrofata dal direttore
dell'ufficio con l'epiteto già riferito. L'episodio era sfociato in
una denuncia, con conseguente procedimento penale e relativa
condanna del direttore al pagamento di una multa e al risarcimento
dei danni nei confronti della dipendente. Nel decidere sul ricorso
contro la sentenza del Tribunale, la Cassazione osserva che
l'accusa di inettitudine non può considerarsi ingiuriosa se
utilizzata allo scopo di mettere in risalto una mancanza commessa
nello svolgimento dell'attività lavorativa. Al contrario,
la Corte afferma addirittura che una simile espressione può
addirittura essere utile per indurre il dipendente ad una
"maggiore efficienza nel servizio". Questa atipica
legittimazione di quella che resta comunque la sgradevole
espressione di un'apprezzamento pur negativo, è la dimostrazione
che i rapporti interpersonali nell'ambiente lavorativo non sono
sempre idilliaci anzi, il più delle volte esprimono una
conflittualità dovuta sia alla convivenza forzata, sia alla scarsa
propensione alle buone maniere. In tale ambito si conferma
l'estrema validità di una polizza di Difesa Legale, sia per le
controversie tra colleghi a diversi livelli, sia per quelle con il
datore di lavoro, sia infine per le eventuali imputazioni penali.
Il caso in esame riguarda un procedimento penale per delitto doloso
che, solo se concluso positivamente per l'imputato, prevede il
rimborso di tutte le spese di difesa sostenute; ma in tutte le
altre situazioni ora ipotizzate, la polizza fornirebbe, già
dall'inizio, ogni possibile assistenza legale, accollandosi altresì
tutte le spese legali necessarie alla miglior conduzione possibile
del giudizio.
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