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Enel responsabile del black out
01/09/2005Non è una sentenza definitiva, l'appello è già stato preannunciato.
Vedremo come finirà. La materia che tratta è però di interesse
generale e alcune particolarità del dispositivo ne fanno una
pronuncia degna di esame. Parliamo della sentenza n. 2781/2005 del
Giudice di pace di Casoria (Napoli), che ha stabilito la
responsabilità dell'Enel per il black-out del settembre 2003 che
lasciò l'Italia priva di energia elettrica per molto tempo, dalle
otto alle diciotto ore, secondo le regioni. Contestando le pretese
del richiedente, la Società convenuta ha sostenuto che
l'interruzione fu dovuta alla caduta di un albero in territorio
svizzero e quindi ad una causa di forza maggiore; ha inoltre
dichiarato che la produzione di energia elettrica è stata
svincolata dalle funzioni riservate all'Enel. Il Giudice di pace ha
però disatteso questi argomenti, affermando intanto "la sussistenza
tra le parti di un contratto di somministrazione di tipo
continuativo e di consumo avente ad oggetto la somministrazione di
energia elettrica"; sostenendo poi che, anche se la produzione di
energia non è funzione dell'Ente, questo conserva comunque "un
preciso interesse al corretto esercizio di tale attività, assumendo
funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento dell'assetto
industriale e delle attività"; infine ritenendo che da un'indagine
del ministero svizzero dell'energia "si evidenziano le
responsabilità dei gestori italiano e francese". Di qui la condanna
dell'Enel a risarcire al richiedente i danni conseguenti al
black-out, sia quelli patrimoniali (avaria dei cibi di scorta), sia
quelli esistenziali dovuti alla rinuncia alle attività domenicali
di riposo o ricreazione. Non può sfuggire che i danni sono stati
calcolati in 300,00 euro, mentre le sole spese di soccombenza
liquidate dal Giudice ammontano a 530,00 euro, poco meno del doppio
! Su questi 300 euro di danni continuerà la lievitazione delle
spese, prima in appello e poi, eventualmente, in Cassazione.
Sconsigliabili dunque le vertenze in così "parva materia", anche
perché l'esito potrebbe essere sfavorevole all'attore o mutare in
tal senso nei gradi di giudizio successivi, con sua conseguente
condanna alle notevoli spese. Per le controversie importanti è
invece sempre consigliabile una polizza di Difesa Legale che, oltre
a fornire consulenza e assistenza, si fa carico di tutte le spese
di giudizio.
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